Archivio Agosto 2004
E' arrivato anche il momento della partenza. Si parte, le sospirate ferie, per rilassarsi, per "staccare", eccetera, eccetera. Mi credi se ti dico che non mi interessa poi un granché quel cavolo di Sardegna? Mi spiego, perchè non voglio dare l'impressione di essere uno che se la tira e sputa nel piatto dove mangia, ma allontanandomi da qui mi dà la sensazione di scavare ancora più profondamente il solco che mi separa da lei. Fortunatamente in questo momento incasinato della mia esistenza ci sono anche dei lati positivi: la prima è la constatazione (purtroppo direi) che tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine (anche i momenti più belli) a causa dell'ineluttabile legge del trascorrere del tempo. La seconda è che, comunque sia, un minimo di riposo non può farmi che bene, ricaricarmi le pile e non ultimo aiutarmi a mettere in chiaro e sotto la giusta prospettiva certe situazioni. Per ultimo la considerazione che anche lei adesso è fuori, quindi le già remotissime possibilità di incontrarla che so, magari sulla spiaggia come è successo l'ultima volta che l'ho vista, sono zero. Bene, domani parto. Penso che per una decina di giorni faremo fatica a contattarci, farò del mio meglio per reperire un computer e scrivere qualcosa dall'isola. Per quanto riguarda i commenti, l'altra volta ho scoperto che posso entrare in rete anche col mio cellulare (W
LA TECNOLOGIA !!), quindi posso almeno leggere ciò che mi vuoi far sapere. Non sapendo a quando rinviare l'appuntamento, ti dico solamente a presto... Accidenti, non sono ancora partito e già non vedo l'ora di tornare.. ness1
Quando una persona per mezzo di chissà quali misteriose alchimie riesce a farsi largo tra le tue maglie difensive e stabilire un contatto particolare, quando riesci a percepirne i pensieri che penserà e prevedere le azioni che compirà, quando con un altro essere umano riesci a creare un rapporto di empatia talmente forte da considerarlo un altra parte di te, cosa succederebbe se ad un certo punto te ne dovessi separare? Prendiamo i gemelli, vivono bene solo se sanno esattamente dove si trova e ciò che fa l'altro. Se si dovessero separare soffrirebbero per tutta la vita come se si sentissero incompleti. Non sono del tutto convinto del fatto che la forza e l'energia provenga solo ed esclusivamente dalla nostra interiorità. Sai com'è, nessun uomo è un'isola... Penso invece che la forza che ti spinge ai produrre pensieri da mettere per iscritto, per trovare uno sfogo tanto a stati ansiogeni che a quelli euforici, dipenda molto dagli stimoli (positivi o meno) che riceviamo dall'esterno. Vero è che comunque tali stimoli vengono elaborati, mediati e se vogliamo sublimati da un processo che avviene all'interno di ognuno di noi... Quando dico (scrivo) che mi manca la passione per sfogarmi non voglio dire che ciò che pulsa dentro di me e che mi spinge verso Circe si sia sopito, anzi... Affermo invece con tutta la forza che ho che il rapporto che avevo quotidianamente con lei, lo scambio di parole e di sguardi, le litigate e le occhiatacce, le coccole ed i contatti fisici concessi o negati, sono i principali catalizzatori di un processo che mi fornisce gli stimoli più forti, (nel bene e nel male, chiaramente). In questo frangente è più facile accendere il computer e confidarmi, come si farebbe con un amico intimo o con un diario... Grazie a tutti per i consigli e l'interesse . ness1
Mi sto sempre più rendendo conto che lei è la mia Musa. Spesso accendo il portatile per controllare se ci sono stati commenti su e quando l'occhio del display comincia a fissarmi quasi con sguardo interrogativo, mi rendo conto che faccio fatica a picchiare su quei tasti. Sarà la lontananza da lei, sarà perché se non la vedo con quell'abituale cadenza quotidiana, ma tutta la verve, la passione, la voglia necessarie per incominciare a sfogarmi mi viene come a mancare... ness1
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