Archivio Agosto 2004
Nuvole. Le nuvole di temporale solcano il cielo di agosto. Il temporale estivo come metafora di vita: tutto passa. Può durare un minuto, un'ora, un giorno. Ma passa. E torna il sereno. Come un novello Ulisse, rimango prudentemente quanto consciamente legato all'albero della mia nave. Per evitare di lasciarmi andare, lasciarmi troppo coinvolgere da qualcosa di più forte di me, ma dalla quale il solo pensiero di fuggire mi atterrisce. Qualcosa di altrettanto ammaliante del canto delle sirene mi attira a sè. Misero me (o fortunato?) se i legacci che mi trattengono dovessero allentarsi. Finirei in balia dei flutti di un eterno limbo, perduto nell'oceano dell'incognito. Le mie poche sicurezze si traducono in una palese verità: vorrei fuggire e nello stesso tempo rimanere qui. Vorrei che lei non ci fosse e rifuggo all'idea che un giorno se ne andrà. Ulisse, nessuno, io. Siamo uomini già da tempo, ma fatti della stessa carne e schiavi dalla stessa passione. Guidati dall'intelletto e spronati dal cuore. Amiamo le certezze che ci offre la vita, ma le amiamo fino ad un certo punto: siamo anche disposti a giocarcele per vedere cosa c'è dietro il prossimo incrocio. Sarà giusto? Vale più la certezza di una tranquilla esistenza o una vaga, mimetizzata, promessa di felicità? Arcana la risposta. Il nostro punto debole ma anche la misteriosa energia che ci spinge ad andare sempre avanti, il motore delle nostre esistenze... ness1
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