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    Archivio Settembre 2004
    (13/09/2004 - 11:07)

    Fantasie notturne

    di ness1

    Da qualche parte in una Sardegna di fine estate. Notte. Senza orologio è complicato cercare di indovinare che ore sono. Diciamo tra le due e mezza e le tre. La mia compagna dorme. Un velo di sudore avvolge il mio corpo, ma non è la conseguenza del caldo o del sole che mi ha martellato per tutta la giornata. E' un sudore freddo, quasi morboso: è uno dei doni che l'incubo mi ha lasciato, insieme ad un groppo in gola ed una scarica di adrenalina che mi priva del sonno. Esco in silenzio dal letto, prendo sigarette e accendino e vado sul piccolo balcone che si affaccia sul mare, perlomeno di giorno. Di notte potrebbe affacciarsi su qualsiasi cosa, il buio è assoluto. La fiamma dell'accendino illumina per un attimo la mia realtà, identifico poltroncina e sigaretta. Qui, adesso, la notte senza luna è la vera padrona. Il piccolo punticino di brace incandescente e le luci di una nave lontana non scalfiscono la densa patina di tenebra. Sdraiato, con i piedi sul tavolino, inalo con accanimento il fumo con l'intento smanioso di rilassarmi. L'assoluta mancanza di suoni sembra dar fastidio all'orecchio che, abituato alla musica e agli schiamazzi del giorno, sembra quasi cercare un qualsiasi tipo di attività sonora. Ma qui nulla crea rumore. La mente non ci crede e finisce per inventarsene uno. E' poco più di un sottile ronzio. Forse è il rumore del silenzio. Seduto, con la mente finalmente libera dalle angosce e dai brutti pensieri, penso a lei. A Circe. A lei così lontana. Così remoto nel tempo l'ultimo nostro incontro. Almeno quanto è reale e presente nei miei ricordi il nostro ultimo giorno di lavoro. Con lei tra le mie braccia, le sue labbra sulle mie. L'ansia di prenderci e il timore di venire scoperti. Adrenalina ed ormoni a fiumi. Il mio pensiero corre, veloce, sovralimentato dalla forza della mia passione. E finalmente gli occhi chiusi la vedono, le mie braccia la stringono a me. Siamo di nuovo insieme, uno di fronte all'altra, intenzionati fortemente a fare ciò che non abbiamo ancora fatto, ad arrivare lì, fino a quel punto. L'odore del suo corpo, la morbidezza della sua chioma, la sericità della sua pelle. E' lei, qui, con me. La stringo e sento sul mio petto nudo la compattezza dei suoi seni e con il mio sesso sento la pudica disponibilità del suo. Tutto intorno comincia a prendere colore, una garbata musica di sottofondo sembra accompagnarci mentre facciamo ciò per cui siamo fatti. Il crescendo impone l'aumento di ritmo, mi chiedo se siamo noi a guidare la musica o solamente la seguiamo... Ma non c'è tempo per pensare, perchè... Poi l'esplosione, ma no, non quella che vorrei. E' un chiarore che arriva fino all'interno delle mie palpebre chiuse... Qualcuno si è svegliato ed ha acceso la luce. L'incantesimo si è rotto, purtroppo. Rientro in camera sapendo benissimo che per stanotte non riuscirò più a prendere sonno... ness1

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