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    Archivio Gennaio 2005
    (27/01/2005 - 14:51)

    Mare e onde

    di ness1

    Un vento di bora soffia trasversalmente alla mia imbarcazione. Mantenere la rotta è impossibile. Meglio rimanere soggiogati alle sue raffiche taglienti e destabilizzanti. E' un vento strano, che sbotta impetuoso e ad un tratto cessa, lasciando il passo ad una bonaccia sterile e snervante. Come in una notte insonne ed afosa, mi ritrovo a vagare senza meta né obiettivo, alla continua ricerca di un faro che mi sappia strappare dalla ragnatela dei sogni ad occhi aperti. In questo quadro illuminato dalle tenebre dell'irrazionalità, tutto è possibile. I sogni irrealizzabili mi sembrano concreti, dotati di corpo, forma e sostanza. E le realtà più empiriche e sperimentate perdono consistenza, crollano le sicurezze, svaniscono i punti di riferimento. Tutto è possibile ed impossibile allo stesso tempo. Come in un gigantesco frullatore la fantasia si permea di quotidiano, il presente si amalgama al passato, il futuro al già vissuto. Lo sforzo per rimanere coscienti è vano, meglio rimanere qui, accovacciato sul fondo della barca, tra gomene arrotolate e ancore inutilizzate, amara metafora di quei legami che non ci sono più, di sicurezze disilluse. E da qui lasciarsi trasportare fin dove vogliono gli dei o dove vuole il destino. In balìa del vento, assecondando le onde...ness1  

    Tiromancino - Imparare dal vento

    Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere
    Dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare
    E avere la pazienza delle onde di andare e venire
    Ricominciare a fluire. Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare
    A tutti quelli che partono, scappano o sono
    sospesi
    Per giorni, mesi, anni
    In cui ti senti come uno che si è perso
    Tra obiettivi ogni volta più grandi Succede perchè in un istante tutto il resto diventa invisibile
    Privo di senso ed irraggiungibile
    per me
    Succede perchè fingo che va sempre tutto bene
    Ma non lo penso in fondo. Torneremo ad avere più tempo e a camminare Per le strade che abbiamo scelto che a volte fanno male
    Per avere la pazienza delle onde di andare e venire
    E non riesci a capire.... Succede perchè in un istante tutto il resto diventa invisibile
    Privo di senso ed irraggiungibile
    per me
    Succede anche se il vento porta tutto via con sè
    Vivendo
    Ricominciare a fluire

    (17/01/2005 - 10:58)

    Sensi e parole

    di ness1

    Parlare con lei da soli, nella penombra è diventata un’esigenza fisica, un vizio difficilmente eliminabile. Adoro sentire il tono della sua voce bassa, roca, sensuale. E amerei ripagarla con la stessa moneta. Sogno di sussurrarle frasi alla soglia dell’udibile. Poco più che bisbigli che spiccano il volo dalle mie labbra e prendono corpo assumendo le sembianze di sottili vibrazioni che vengono percepite a livello appena cosciente. Vicini, quasi a contatto, parole morbide, di burro e miele vengono accolte dal suo delicato orecchio. Parole speziate e sinuose come liquirizia, liquide e dolci come rosolio. Ovattate e tiepide, che solleticano il timpano e provocano leggeri brividi alla base della nuca. Mi piace pensare che lei ama, come lo amo io, questa variante dell'erotico gioco dei sensi. Un appena percettibile concerto di suoni bassi e contrazioni vocali. Un delicato e sensuale scambio di frasi che ci rendono vittime della loro stessa musicalità, poiché a volte ne smarriamo il senso così inebriati nell’intenso piacere della pura percezione sonora… ness1

     

     

     

    (01/01/2005 - 10:37)

    Differenze nel tempo

    di ness1

    Limare le differenze, lasciare che il tempo faccia il suo lavoro. Non per diventare uguali, ma per eliminare la patina del superfluo che rende dissimili le nostre esistenze. Come le erbe selvatiche che crescono nel campo pur essendo differenti e sprigionando differenti aromi, condividono la stessa natura e sono simili in un mondo di simili. Composte dalle stesse molecole di natura elementare. Solo sottili differenze morfologiche. Sottigliezze rendono lei APPENA differente da me. Appena dissimili. Lievi incongruenze che il tempo, con le sue abnormi dilatazioni e contrazioni, col relativismo che lo contraddistingue, è in grado di rendere inintelligibili. Il tempo. Il tempo che lavora per noi solo “a” e “in” certe condizioni. Stando insieme sento che gli ostacoli ed i vincoli che limitano il nostro rapporto vengono sfumati, spianati. Recisi come rami. Secchi ed inutili. Insieme stiamo bene, ma è necessario lasciare il mondo fuori dalla porta. Il pomeriggio è il nostro universo. Piccolo e delicato, sensibile alle contrazioni del tempo. Col suo a volte benedetto, a volte e maledetto fluttuare. Incostante e scontroso come quei simpatici bambini viziatelli che in un primo momento si amano e quello successivo non si sopportano. Quante volte avrei voluto tenere in mano la clessidra che scandisce il suo fluire. Per cercare di rallentare, fermare se possibile l’inesorabile precipitare dei granelli di sabbia. Per chiuderla fuori dalla porta quella banale, fredda, scontata esistenza quotidiana e costruirne uno nostra, che non debba assecondare la cadenza di giorni e stagioni ma i nostri ritmi vitali. Non mi basta. Tutto è così ingiusto: quando siamo insieme e stiamo bene tutto dovrebbe procedere al rallentatore, invece il tempo accelera, scalpita. Le lancette corrono come impazzite. Quando lei non c’è le ore camminano, procedono zoppicando lentamente, secondo dopo secondo, come fa il sole in quegli afosi, interminabili pomeriggi d’estate. No, non è giusto arrivare a scriverle che se stessimo insieme, il tempo di una sola vita non mi sarebbe sufficiente per dirle tutte le cose che vorrei... ness1

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