... ma solo un punto fu quel che ci vinse.Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso La bocca mi basciò tutto tremante.Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:quel giorno più non vi leggemmo avante
(Dante Alighieri "La Divina Commedia", Inferno, Canto V)
In un mondo tutto nostro sarebbe potuto succedere. Avrebbe dovuto accadere
Ne abbiamo parlato spesso. Tutte le persone nelle nostre condizioni prima o poi si soffermano sulla storia. E la storia ci fa brillare gli occhi. Quella dei due amanti per antonomasia, Paolo e Francesca. Hanno vissuto la loro breve, intensa, passionale, letale storia d’amore non molto lontano da qui. Così, un giorno di primavera di quest’anno l’abbiamo fatto. Viaggio di lavoro? Gita aziendale? Scusa per stare un po’ insieme? Definitelo pure come vi piace. Qualche decina di chilometri e siamo nelle Marche. Non siamo soli, l’operazione avrebbe richiesto un’overdose di faccia tosta che non disponiamo, quindi ci aggreghiamo ad alcuni nostri colleghi/e per questa sortita… All’arrivo, caffè (o meglio coffiii, come piace dire a lei, pronunciandolo in inglese e trascinando allegramente la “i” finale) e acquisto dei biglietti con annessa guida locale. Un’arzilla signora romagnola che promette di farci da cicerone per una visita più che esaustiva della fortezza di Gradara. Da lontano sembra un castello come un altro, neanche troppo “maschio”, con dimensioni ridotte e posizionamento poco elevato. Non dico una delusione alle aspettative, perché non sarebbe vero… tuttavia non mi appare come una fortezza nel vero senso della parola, quella dove ti immagini guerrieri all’assalto, bersagliati da frecce e olio bollente gettato dalle merlature. Eppure, come introduce la signora romagnola, non è mai stato conquistato, perché perfettamente difeso. Sono già fisicamente e mentalmente predisposto ad assorbire tutto ciò che i sensi mi permettono di captare, parole, immagini e odori. Sono pronto per tuffarmi nel passato.
Ma appena giunti al ponte levatoio, quella cosa comincia a trasmettere. Non so come definirlo. E non è da tutti, sentirla. Nasce come uno stato di tensione che ti prende lo stomaco, generando rigidità nei muscoli addominali. La visita inizia. Ecco le armi dell’epoca, guardate le mura, i bastioni invitti, le micidiali feritoie, bla, bla, bla… Poi, man mano che penetriamo all’interno della parte residenziale, percepisco come una vibrazione nell’aria che genera aumento della frequenza cardiaca. La sala da pranzo, la “toilette”, il letto degli ospiti illustri, come il papa ics, o il re ipsilon, i ritratti di uomini d'arme, damigelle e infanti… La voce guida assume l’importanza di un ipnotico sottofondo del mio viaggio personale nei secoli di storia che mi separano da questa gente. Avanza, la nostra comitiva, seguendo di stanza in stanza i passi di chi ci precede. Incomincio a distrarmi, guardo negli occhi di Circe e vedo che anche lei fatica a seguire il filo del discorso. Capisco. Capisco che anche lei “sente “. Cerchiamo di stare vicini senza farci notare troppo. La vibrazione è più forte. E' l’emissione di un radiofaro che ci attira verso un punto d’energia situato chissà dove… Siamo curiosi e smarriti. Con angoscia mista a trepidazione valichiamo, ultimi della fila, la soglia della stanza dove i due amanti si ritrovavano, dove furono scoperti e dove l’assassino ne fece scempio. L’impatto è fortissimo, da mozzare il fiato. Attendiamo, pallidi, che tutti escano. Rimaniamo fermi mentre un velo d’incantesimo ci avvolge Ci avviciniamo al leggìo dove spiccano impresse a fuoco sulle pagine del libro, le parole che il Sommo fa loro pronunciare. Le recitiamo a memoria, come un mantra appena sussurrato. Più avanti, in un angolo, c’è un letto, la loro alcova. Il baldacchino, con il vellutato broccato che lo arricchisce, crea un antro purpureo ed invitante… Ci guardiamo negli occhi… la magia del posto potrebbe giocare brutti scherzi… (quanto brutti?). Sembra, e lo affermiamo praticamente all’unisono, di sentire ancora nell'aria ovattata i loro bisbigli, di respirare l’odore dei loro corpi dopo l’amore… La fantasia corre… Se fossimo stati i soli esseri viventi in quella stanza e in quel castello, saremmo finiti in quel letto come due automi, richiamati dalla sensuale vibrazione psichica di quell’antico mobile, carico di storia e di storie. E non saremmo stati come Paolo e Francesca, ma saremmo stati Paolo e Francesca. Non so che cosa me lo fa affermare, ma ne sono sicuro. A fatica e malincuore usciamo dalla stanza che sentiamo già nostra e raggiungiamo la comitiva… Ci guardiamo ancora negli occhi, spossati ed increduli di aver vissuto quest’esperienza passionale quanto esoterica. Un’esperienza che ha superato il limite del controllo della razionalità, che ci ha portati ad un passo dall’essere una cosa sola… ancora una volta. Raggiungiamo il gruppo, fortunatamente nessuno si è accorto del nostro ritardo. Ma quanto tempo è passato? Secondi, minuti, ore non hanno avuto senso in quella stanza. In quel rifugio esistono leggi fisiche, chimiche e spazio-temporali che non hanno a che fare con le regole universali del quotidiano…
Mi piace credere che vivere anche solo un minuto in queste condizioni cambierebbe la vita. A me, se non l’ha cambiata, almeno l’ha resa più interessante. Un ingrediente prima sconosciuto e anche ora non ben identificato, che ha il sapore acre del mistero e dolceamaro della sensualità.
Il calore dell’amore, la forza della passione, il bruciore della perdizione e la percezione della fine che i due amanti hanno impresso agli oggetti di quella stanza ha fatto scaturire dalla roccia imbottita di stoffa di quelle pareti un segnale invisibile che solo gli amanti sanno tradurre. Un catalizzatore, una macchina del tempo che permette a quella coppia perduta di rivivere la storia d’amore attraverso i corpi, le bocche e i pensieri, di altre donne e altri uomini. Persone che si trovano in quella stanza, persone come noi, invisibilmente e indissolubilmente legati l’una all’altra. In questo modo, non ho dubbi, riescono a sopravvivere e a farsi beffe del loro mesto destino…ness1





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