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    Archivio Aprile 2007
    (26/04/2007 - 11:48)

    Caro diario...

    di ness1

    Se continuo così finirò col dimenticare la tua esistenza, non si trattano in questo modo gli amici. Eppure ci sei sempre nei momenti in cui ho avuto bisogno di urlare rabbia e dolore. E anche quando, cercando di dare corpo ai miei pensieri, provavo a ricomporre la rara magia che ci fu tra lei e me, aggrappandomi alla speranza che il senso a attribuito alle mie parole potesse ricreare, almeno nella mia mente, una solida, calda immagine di lei. Allo scopo di reprimere il gelo che portavo dentro. No, amico mio, non scrivo più come una volta. Il bello è che non so nemmeno se questa sia una buona o una cattiva notizia. Cerco di spiegarmi: ho sempre considerato Circe come la mia ispiratrice, per non dire una vera e propria Musa. Era lei, la sua corporeità, i suoi gesti e le sue parole, con la sua presenza tanto quanto con la sua assenza, associate alla complicità della mia fantasia galoppante e della mia  visione parziale (cioè: vedere solo quello che vuoi vedere), che liberava il mio spirito. E allora provavo una gran voglia di esternare ciò che sentivo dentro di me, di liberarmi da quella specie di pressione che mi costipava, assolutamente troppo difficile da costringere e contenere nella mia cassa toracica. Questa necessità fisica spesso ha messo allo scoperto lati di me che nemmeno conoscevo, lati buoni e meno buoni. Così ora  ora, assodato che lei se ne è andata probabilmente per sempre, stabilito che tra lei e me non c'è altro che un appassionato rapporto ma (ahimè) solo epistolare, si sta esaurendo anche l'ispirazione nata dall'eco della sua mancanza.

    Interruzione, è arrivatio un suo sms... Voglio risponderle

    E questo non vuol dire che non mi manchi, mi manca eccome. Qui nel mio ufficio, senza di lei le giornate sono più lunghe, la poltrona più dura  e dall'aria è sparito completamente il vitale ossigeno del suo white musk. Ma allora perchè sento anche che questa cosa nasconde risvolti positivi? Non posso dire di esserne (né esserne stato) così dipendente da poter godere nel riassaporare il dimenticato gusto di pensare solo a me. Però sento (e me ne vergogno), che potrebbe essere qualcosa del genere. Tre lei e me mai nulla di veramente serio ed impegnativo è successo. Eppure... Credo di essere triste ma sereno, navigo di nuovo con la mia zattera nel mare della vita e se i venti e le correnti vorranno le nostre rotte si incroceranno di nuovo. Lo spero, ma non più di tanto. Lo pretendo, ma solo moderatamente. Lascio al destino giocare le sue carte, quando sarà il momento di tirare fuori le mie, si vedrà. Strana la vita...ness1

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