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    (13/02/2007 - 15:03)

    Idea di Musa

    di ness1

    Mi manca tanto la mia fonte d’ispirazione. E questo blog, nato e cresciuto come mio clone, un alter ego a cui raccontare sensazioni, angosce, illuminazioni, ne subisce il mortificante contraccolpo. Circe non c’è più. Fatalmente si è conclusa anche questa storia, ricca come tutte le storie, di attimi euforici e di istanti nebbiosi. Non voglio pensare ai “se” e ai “ma”, la verità è che è stato meglio così per tutta una serie di motivi che non sto ad elencare. Uno dei mie primi sms che le ho scritto recitava più o meno: “Anche se è l’ultima cosa che vorrei, devi seguire la tua strada senza voltarti indietro…”. Ma tutto questo non significa che lei non mi manchi. Non è una sensazione che quotidianamente mi assale e nemmeno una di quelle sensi di abbandono che sembrano stritolare il cuore nel petto. E’ come sentire la mancanza della noce moscata nei passatelli, o della salsa Worcestershire nella salsa rosa del cocktail di scampi.  In definitiva…. manca un ingrediente non primario, ma decisamente caratterizzante, nel piatto della mia vita.  E a dirla tutta, non so se realmente sento la sua mancanza fisica o solo di qualcosa che con lei ha a che fare, che so, il suo profumo, il suono della sua voce o la contagiosità della sua risata… A pensarci bene, più probabilmente mi manca quell’idea di perfezione femminea che il solo fatto di guardarla, parlarle, ascoltarla, toccarla, respirarla, suscitava nelle mie fantasie.

     

    Ma ci sono dei giorni più duri degli altri, quando alzarmi dal letto è già una fatica e pensare di andare al lavoro senza trovarla è un ulteriore macigno. Sono i giorni in cui devo ricorrere al paradiso artificiale della memoria. Quando ciò avviene, mi isolo in casa e chiudo i contatti col mondo esterno. Soppriimo la luce naturale ed artificiale e creo un sottile, appena percettibile sottofondo musicale. Mi accovaccio sulla poltrona. Occhi chiusi e pensieri randagi. Scorro decine di sequenze di vita vissuta, fragili fotogrammi emulsionati dai miei sensi che vedono due persone protagoniste di un piccolo universo. La mente seleziona una scena, la isola e la spovera. Poi, come in una vasca da bagno dove gorgogliano sali e sostanze aromatiche, immergo tutto me stesso nel ricordo. E proprio come dopo un’abluzione profumata e ristoratrice, quando ne esco, che siano trascorsi pochi secondi o qualche minuto, mi sento rinato. Sono di nuovo in grado di affrontare le vicissitudini quotidiane, con i suoi esiti altalenanti. Di nuovo conscio del fatto che quei ricordi dentro di me, fanno parte della mia vita e mi rendono quello che sono ora…ness1

     


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