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Le energie sono al limite, la volontà rimane. Sicura, imperterrita. Si avvicina il momento della dolorosa, necessaria separazione da lei. Sarà, probabilmente, solo un assaggio di ciò che ci attende alla fine di quest’anno. E allora, a meno di un miracolo, sarà pressoché definitiva. Non ci voglio pensare. Già non riesco a farmene una ragione adesso, figuriamoci poi. Ferie, dunque. Negli anni passati, a questo punto della stagione, ero euforico da tempo. Facevo, come tutti, il conto alla rovescia. Il mio corpo era già proteso verso i luoghi di villeggiatura, la mia mente sognava paesaggi costellati da cristallini mari tropicali e infinite distese di sabbia bianca. Adesso non è così. Potrei rinunciare a tutto questo. Del resto ho affrontato queste ultime settimane di lavoro con la coscienziosa diligenza di un uomo innamorato del proprio incarico, con la fame di lavoro di uno stacanovista. Senza dubbio a me piace ciò che faccio. Il mio lavoro è esaltante. Ma la spiegazione è lungi dall’essere questa. Parliamoci chiaro: straordinari su straordinari e orari impossibili li posso accettare volentieri solo se c’è un incentivo, e non sto parlando di denaro. Fino a che c’è lei potrei anche abitarci dove lavoro. Non sentirei il peso dello sforzo. Adesso poi, è proprio un momentaccio... Non so come spiegarlo, non so se troverò le parole per raccontare cosa è successo tra noi. Forse lo farò, se non adesso, più avanti, con le parole giuste per esprimere quello che ho sentito. Tecnicamente, nel nostro rapporto di amicizia-odio-amore-passione-fantasia, c’è stato uno passo in avanti. Un contatto, qualcosa che non è mai accaduto prima. Sono andato troppo vicino al fuoco. Mi sono ustionato. Brucio. Brucio di passione. Ardo senza consumarmi come l’arbusto biblico (Dio mi perdoni la similitudine, ma è quello che sento). Il suo corpo è stato troppo vicino al mio e si è lasciato andare. E’ stato bello, un istante lungo un pomeriggio. Per un quell’istante mi sono sentito una cosa solo con lei, vicino come non mai. Sono entrato in lei e l’ho sentita. Aperta come non mai. Disposta a fare con me qualsiasi cosa, una unione completa. Per un attimo. Ma ora quello che mi rimane tra le mani è solo una penetrante voglia di starle vicino, insieme a un’impalpabile sensazione di spossatezza psicologica. Pensare mi è difficile. Figuriamoci essere lucidi. Ho un bisogno fisico di stare con lei, anche se so che per me sarebbe una prova insuperabile, che potrebbe distruggermi. Come una falena, attratta dalla luce della fiamma letale…ness1
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