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    Tag emozione
    (26/07/2006 - 09:49)

    Esoterica

    di ness1

    ... ma solo un punto fu quel che ci vinse.Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso La bocca mi basciò tutto tremante.Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:quel giorno più non vi leggemmo avante

    (Dante Alighieri "La Divina Commedia", Inferno, Canto V)

    In un mondo tutto nostro sarebbe potuto succedere. Avrebbe dovuto accadere

    Ne abbiamo parlato spesso. Tutte le persone nelle nostre condizioni prima o poi si soffermano sulla storia. E la storia ci fa brillare gli occhi. Quella dei due amanti per antonomasia, Paolo e Francesca. Hanno vissuto la loro breve, intensa, passionale, letale storia d’amore non molto lontano da qui. Così, un giorno di primavera di quest’anno l’abbiamo fatto. Viaggio di lavoro?  Gita aziendale? Scusa per stare un po’ insieme? Definitelo pure come vi piace. Qualche decina di chilometri e siamo nelle Marche. Non siamo soli, l’operazione avrebbe richiesto un’overdose di faccia tosta che non disponiamo, quindi ci aggreghiamo ad alcuni nostri colleghi/e per questa sortita… All’arrivo, caffè (o meglio coffiii, come piace dire a lei, pronunciandolo in inglese e trascinando allegramente la “i” finale) e acquisto dei biglietti con annessa guida locale. Un’arzilla signora romagnola che promette di farci da cicerone per una visita più che esaustiva della fortezza di Gradara. Da lontano sembra un castello come un altro, neanche troppo “maschio”, con dimensioni ridotte e posizionamento poco elevato. Non dico una delusione alle aspettative, perché non sarebbe vero… tuttavia non mi appare come una fortezza nel vero senso della parola, quella dove ti immagini guerrieri all’assalto, bersagliati da frecce e olio bollente gettato dalle merlature. Eppure, come introduce la signora romagnola, non è mai stato conquistato, perché perfettamente difeso. Sono già fisicamente e mentalmente predisposto ad assorbire tutto ciò che i sensi mi permettono di captare, parole, immagini e odori. Sono pronto per tuffarmi nel passato.

    Ma appena giunti al ponte levatoio, quella cosa comincia a trasmettere. Non so come definirlo. E non è da tutti, sentirla. Nasce come uno stato di tensione che ti prende lo stomaco, generando rigidità nei muscoli addominali. La visita inizia. Ecco le armi dell’epoca, guardate le mura, i bastioni invitti, le micidiali feritoie, bla, bla, bla… Poi, man mano che penetriamo all’interno della parte residenziale, percepisco come una vibrazione nell’aria che genera aumento della frequenza cardiaca. La sala da pranzo, la “toilette”, il letto degli ospiti illustri, come il papa ics, o il re ipsilon, i ritratti di uomini d'arme, damigelle e infanti… La voce guida assume l’importanza di un ipnotico sottofondo del mio viaggio personale nei secoli di storia che mi separano da questa gente. Avanza, la nostra comitiva, seguendo di stanza in stanza i passi di chi ci precede. Incomincio a distrarmi, guardo negli occhi di Circe e vedo che anche lei fatica a seguire il filo del discorso. Capisco. Capisco che anche lei “sente “. Cerchiamo di stare vicini senza farci notare troppo. La vibrazione è più forte. E' l’emissione di un radiofaro che ci attira verso un punto d’energia situato chissà dove… Siamo curiosi e smarriti. Con angoscia mista a trepidazione valichiamo, ultimi della fila, la soglia della stanza dove i due amanti si ritrovavano, dove furono scoperti e dove l’assassino ne fece scempio. L’impatto è fortissimo, da mozzare il fiato. Attendiamo, pallidi, che tutti escano. Rimaniamo fermi mentre un velo d’incantesimo ci avvolge Ci avviciniamo al leggìo dove spiccano impresse a fuoco sulle pagine del libro, le parole che il Sommo fa loro pronunciare. Le recitiamo a memoria, come un mantra appena sussurrato. Più avanti, in un angolo, c’è un letto, la loro alcova. Il baldacchino, con il vellutato broccato che lo arricchisce, crea un antro purpureo ed invitante… Ci guardiamo negli occhi… la magia del posto potrebbe giocare brutti scherzi… (quanto brutti?). Sembra, e lo affermiamo praticamente all’unisono, di sentire ancora nell'aria ovattata i loro bisbigli, di respirare l’odore dei loro corpi dopo l’amore… La fantasia corre… Se fossimo stati i soli esseri viventi in quella stanza e in quel castello, saremmo finiti in quel letto come due automi, richiamati dalla sensuale vibrazione psichica di quell’antico mobile, carico di storia e di storie. E non saremmo stati come Paolo e Francesca, ma saremmo stati Paolo e Francesca. Non so che cosa me lo fa affermare, ma ne sono sicuro. A fatica e malincuore usciamo dalla stanza che sentiamo già nostra e raggiungiamo la comitiva… Ci guardiamo ancora negli occhi, spossati ed increduli di aver vissuto quest’esperienza passionale quanto esoterica. Un’esperienza che ha superato il limite del controllo della razionalità, che ci ha portati ad un passo dall’essere una cosa sola… ancora una volta. Raggiungiamo il gruppo, fortunatamente nessuno si è accorto del nostro ritardo. Ma quanto tempo è passato? Secondi, minuti, ore non hanno avuto senso in quella stanza. In quel rifugio esistono leggi fisiche, chimiche e spazio-temporali che non hanno a che fare con le regole universali del quotidiano…

    Mi piace credere che vivere anche solo un minuto in queste condizioni cambierebbe la vita. A me, se non l’ha cambiata, almeno l’ha resa più interessante. Un ingrediente prima sconosciuto e anche ora non ben identificato, che ha il sapore acre del mistero e dolceamaro della sensualità.

    Il calore dell’amore, la forza della passione, il bruciore della perdizione e la percezione della fine che i due amanti hanno impresso agli oggetti di quella stanza ha fatto scaturire dalla roccia imbottita di stoffa di quelle pareti un segnale invisibile che solo gli amanti sanno tradurre. Un catalizzatore, una macchina del tempo che permette a quella coppia perduta di rivivere la storia d’amore attraverso i corpi, le bocche e i pensieri, di altre donne e altri uomini. Persone che si trovano in quella stanza, persone come noi, invisibilmente e indissolubilmente legati l’una all’altra. In questo modo, non ho dubbi, riescono a sopravvivere e a farsi beffe del loro mesto destino…ness1

    (14/10/2004 - 23:33)

    Paco e le emozioni acustiche

    di ness1

    Le note struggenti della chitarra di Paco de Lucìa scandiscono la colonna sonora della mia giornata. Per un attimo mi sono smarrito nei meandri dei miei pensieri. Ora rammento che avevo iniziato il post con altre intenzioni… Mi devo fare un appunto in grassetto "sarebbe meglio mettere un titolo solo alla fine, quando riesci a intravedere un minimo di senso in ciò che hai scritto". Insomma, Circe è stata particolarmente premurosa nei miei confronti, probabilmente ha visto che sono un po’ giù e ha voluto venirmi incontro per saperne di più. Lo ho apprezzato molto, è un gesto gentile. Ma come faccio ora a collegare tutto questo con le sensazioni che ho provato in seguito? Proverò. Secondo me questa premura inaspettata, la mia voglia dei lei, il mio periodo poco brillante, la mia stanchezza fisica e chissà quale catalizzatore psichico hanno sviluppato un'equazione che come risultato mi ha donato un'anomala, temporanea sensibilità acustica. Alle sei di sera mi sono reso conto di essere stato catturato emotivamente dai rumori. Ma non nell’accezione negativa del termine, bensì da alcune semplici, casuali emissioni non coordinate di onde sonore. Non sto parlando di musica, sarebbe facile. Come per magia il brano di sottofondo che sto ascoltando nel mio ufficio, passa ad un livello di coscienza inferiore rispetto allo scorrere ritmico e fluido del suono dei tasti picchiettati sulla tastiera, che assumono il controllo del primo livello. Dal leggero fruscio dei fogli di carta al tiepido respiro della ventola del pc scaturisce e prende forma una specie lieve gabbia sonora. Un'aura che mi segue, amplificando il rumore dei miei passi che risuonano ovattati sul pavimento del corridoio ormai deserto, fino ad impreziosire persino lo scatto delle serrature alle porte. E continua ad essere presente anche in auto, alimentata dal morbido fruscio dei sedili in pelle e dal delizioso ticchettare degli indicatori di direzione. Ah, il valore del silenzio, che esalta e rende speciale ogni sua minima frattura. Forse esagero paragonando questa situazione ad una specie di trance estatica. Forse no. Sicuramente i miei sensi avevano bisogno di evadere, di uscire un po’ dal seminato ed esplorare una parte di quel dimenticato universo che ci circonda ed accompagna tutti i giorni. Inconsapevolmente, lo ammetto, ci ho provato. Ho provato a lasciarmi andare e ho scoperto che la mia odissea sul mare dei sensi si arricchisce di un altro elemento. Ha trovato un nuovo mezzo. Percorrendo non so quanti chilometri in balìa di questa quieta e tranquillizzante compagnia di onde sonore incontrollate, rapito da ciò che io stesso provocavo, ho avuto il tempo e lo spazio necessari per mettere un po’ di ordine in quello scaffale impolverato e disordinato che sta diventando il mio concetto di esistenza. Mi è stato utile. Oggi sono più tranquillo. E i quotidiani rumori sono più famigliari, diventano significati e significanti. Non fanno più parte di ciò che è al di fuori di me… ness1 

    (21/08/2004 - 18:40)

    Miss you

    di ness1

    Vederla al di fuori dl contesto lavorativo è stato assai difficile. Il problema è stato puramente logistico: organizzare un incontro (fin troppo breve) non è stato uno scherzo e la tensione non mi ha certo aiutato. Quando l'ho vista, splendida, con pareo e bikini nero sulla spiaggia, praticamente ho avuto un attacco d'ansia. Cosa ci faccio qui? Mi sono sentito goffo, impacciato come non mai. Durante la telefonata per prendere accordi la mia voce era di un paio di ottave più alta per l'emozione, e lei (che vergogna!!) se ne è accorta. Non è stato facile per me. Avrei voluto dirle tante cose, come per esempio che da un po' di notte sogno le mie ex, quasi a passarle in rassegna, confrontare le mie scelte nel campo dei sentimenti ed eventualmente valutare quello che avrebbe potuto essere se... Invece no. La gente che ci osservava e la paura che qualcuno mi riconoscesse, mi hanno reso probabilmente freddo e distaccato durante un incontro al quale tenevo più che ad ogni altra cosa. Se non altro per dimostrarle che avrei mantenuto la promessa di andarla a trovare. Per me non è cambiato nulla, c'è solamente tanta tristezza e malinconia per non vederla più tutti i giorni, al lavoro. Questa mattina presto, con il sole ancora basso all'orizzonte, nel dormiveglia mi sono girato nel letto e ho avuto la netta, percepibile sensazione che lei fosse lì, al mio fianco, al posto della mia compagna. E l'ho abbracciata con una dolcezza mai provata prima... Miss you so much, Circe... ness1

    Tag: incontro,clandestino,ansia,emozione
    Tag emozione