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    (11/10/2004 - 13:20)

    Ipnosi cromatica

    di ness1

    In mezzo al traffico sincopato scorgo un’auto, forse dello stesso modello ma certamente del medesimo colore della sua. L’inconfondibile blu elettrico spicca nel grigiore plumbeo di questa mattina, stimolando e frustando le mie pupille come una strobo impazzita. Si tratta di un’utilitaria, non tra le più recenti. Me la trovo davanti, dopo l’ennesimo sorpasso. La mattina ho sempre fretta, non tanto per il mio ormai cronico ritardo al lavoro, quanto perché odio la petulante cadenza impostami dai pecoroni semiaddormentati che affollano la mia pista e mi costringono a stare in coda per istanti che considero vitali. Non l’avevo notata precedentemente. Sarà sbucata da qualche viottolo laterale, perché sarebbe impossibile non farlo, almeno per me. Non può essere lei. Ne sono certo. Sarebbe fuori zona, innanzitutto. Ed in più fuori posto. A quest’ora sicuramente è già al lavoro. Il contorno della chioma che intravedo dal lunotto posteriore poi, non è quello che conosco a memoria. Lo riconoscerei anche al buio, solo sfiorandolo o aspirandone l’odore. Chi si trova alla guida procede cautamente, sul mio tragitto casa-lavoro. Normalmente sarebbe stata un’altra auto da lasciare alle spalle. Prendere mentalmente atto che non è Circe potrebbe bastare, eppure… Quel blu e quell’auto. Per colpa o merito di uno strano meccanismo psicologico, la mia sicurezza passa in secondo piano. Sul mio occhio scende un velo opaco, come se fosse stato inondato da gocce di atropina. Rallento. Divento un automa. Una specie di pilota automatico si è impadronito del controllo di volante e cambio, riduce le marce e incomincia a seguire quella macchia color blu acceso. Un preciso radiofaro mi guida insieme all’auto che mi precede. Un invisibile cavo mi lega al suo gancio di traino. E’ un cavo solido, costruito di materiale psichico di prima qualità, forgiato dai sensi e temperato dalle esperienze. Da pensieri e ricordi, sentimenti ed emozioni. Rivestito da una guaina formata dall'intreccio di sicuri rimpianti per quello che avrebbe potuto essere, di perdute opportunità, di precise scelte di vita. Diligentemente, mi metto in coda neanche fossi il suo rimorchio, diventando io stesso uno degli odiati pecoroni. Subisco meritatamente quanto inconsciamente questa legge del contrappasso stradale senza fiatare. Con la mente che vaga per conto suo ed il corpo in stand-by al minimo consumo energetico, procedo fino a che l’auto esce dalla mia traiettoria. Svolta e si perde in una via laterale. La magia è finita. Il sortilegio che mi ha rapito per un attimo lungo un paio di chilometri, è finalmente spezzato. Al lavoro, dunque. La ragione nuovamente recuperata mi salva da questa subdola alchimia cromatica e mi finalmente riporta sulla retta via. Ma quale? ...ness1

    (13/08/2004 - 10:28)

    Bachata

    di ness1

    Quella canzone mi sta facendo impazzire. Le parole di quella bachata, l'agile vibrazione di quella salsa. La latina è un tipo di musica che ho sempre assunto con il contagocce. Ascoltarla un po’ non è male, ma poi stanca, dicevo. Mai dire mai. In particolare ora ce n'è una dalla quale non posso separarmi.. La ascolterei per ore. Da quando è entrata nella mia testa si è saldata nella corteccia cerebrale, divenendone quasi una parte astratta. Suscitando sensazioni reali. Emozioni calde. Immagini vivide. Di un corpo che avanza sinuoso verso me. Si avvicina con la stessa flessuosa grazia e la minacciosa sicurezza di un cobra, affamato e implacabile. Mi ipnotizza e divento la sua preda. I suoi occhi, fissi nei miei, creano nella mia mente una letale confusione. Il solito e sempre nuovo, pericoloso stato di alienazione spazio-temporale ha la meglio sui miei organi sensoriali. Dove sono? Potrei essere ovunque. Olvidame continua a ripetere nella mia testa, olvida mis ojos, mis manos, mis labios  que no te desean, olvidame y pega la vuelta. Un messaggio che pulsa, con un significato bivalente. Come lei. Tipico. Il ritmo, pur non essendo di quelli incalzanti, magicamente mi fa muovere le anche e le gambe. Nel mio delirio sogno di stringerla e danzare con lei, con quel completo top azzurro e minigonna bianca che non ho mai visto ma che non fatico ad immaginare perché descrittomi nei dettagli. Da lei. Si era vestita così la sera che avrei dovuto… Sogno di cingerle quei fianchi vestiti solo dalla sua pelle di seta, di percepire il suo odore nelle narici. Di stringerla a me, sentire il suo seno contro il mio petto, le sue mani intorno al mio collo. E sempre con l’atmosfera calda e sensuale che questa musica sa suscitare, perdermi in lei. Suave... ness1

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