Tag piovra
In qualche post ho già accennato a quanto sia sensibile alla fascinazione da parte di musica e suono. In uno degli ultimi ho accennato alle canzoni, di quanto in determinate situazioni di apertura senti-mentale e psichica, l’ascolto e l’interpretazione dell’insieme parole-testo, diventi una perfetta macchina da rapimento estatico. Il prodotto di questa stato mentale si traduce ad esempio, nel fatto di accendere la radio e incominciare a fare del normale “zapping”. Mi soffermo solo sulle note che mi catturano. Ecco, ogni strofa, parafrasi, periodo più o meno elaborato, mi ricorda sempre una situazione, un episodio legato alla persona alla quale sto pensando. Complicato? Più a dirsi che a sperimentarlo sul campo. Terminato l'incipit, ti dico che sono le 8:30 di sabato e un’emergenza mi ha sequestrato dal tepore del letto e richiesto immediatamente la mia presenza sul posto di lavoro. La mia levataccia straordinariamente forzata non sarà del tutto inutile, perché mi permetterà di fissare alcuni concetti e situazioni. Quindi, dopo aver avviato la procedura per fare fronte al guaio, sono nel mio ufficio. Ho acceso il pc e inviato un sms di saluto a Circe. Ora cercherò di raccontarti quello strano, particolare stato di semialterazione di coscienza in cui sono caduto ieri, al termine di una giornata lavorativa di quelle massacranti (dalle 8 alle 19 per intenderci e se il buongiorno si vede dal mattino, anche oggi…). Ho voglia di ripercorrere insieme a te la scansione temporale dei passaggi che mi hanno messo in quella condizione. Iniziamo. Considerando i recenti accadimenti, Circe ieri mi è parsa in una sorta di stato di grazia. E’ stata dolce. Più sensibile nei miei confronti. Mi ha fatto un regalo: un oggetto di vetro. Non pensare ai soliti gattini, cagnolini, conigli, porcellini eccetera… Circe non è né banale, né prevedibile. L’oggetto è una piccola piovra. La sua forma, i suoi tentacoli, il suo vivere ed esplorare la profondità degli abissi… dice che le ricorda me. La prima volta che me lo ha detto mi sono un po’ offeso. Poi ho afferrato (o forse reinterpretato) l’accostamento ed ora mi piace pensare che sì, in effetti, la piovra un po’ mi assomiglia. Con i tentacoli sempre protesi nel tentativo di portarla verso la mia bocca avida, la mia forza per stringerla fino a sentire il suo corpo fuso col mio. Con la conformazione (psico)fisica di un essere adatto per sondare le profondità, di percepire sensazioni e pensieri anche sotterranei, di fluttuare nel proprio elemento, veloce come nessuno… Il dono mi ha commosso. Mai mi sarei aspettato un simile gesto in questo periodo non proprio… perfetto. Comunque il vitreo essere ora è qui, davanti a me. E mi guarda. Che strano, per un particolare artificio mentale di effetti specchio, la piovra mi fa pensare a lei. In quegli occhi grandi vedo i suoi, in quei tentacoli vedo le sua folta chioma. La plastica elasticità del suo corpo mi fa tornare in mente quando, in estate, si metteva a danzare in modo sensuale davanti a me…ness1
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